La Nostra Storia

Calcio Seduto

È un giorno di Aprile del 2021, sono seduto sul divano e guardo la tv con mio fratello Jonel che fa sfrecciare le macchinine sul pavimento. Mentre faccio zapping finisco su un canale che manda le Paraolimpiadi, gara di corsa in carrozzina. “Jonny, un giorno ci sarai tu e sarai il più veloce di tutti” mi esce questa frase, non so se ho fatto bene... Jonny mi sorride da terra “ci puoi scommettere!”. Jonel è mio fratello, è in affido, viene da Haitii, aveva 7 anni, a breve ne compirà 10 ed ha una rara forma di disabilità che non gli permette in alcun modo di stare impiedi. Camminare è impossibile.

Cerco subito su Google gli sport per bambini disabili a Milano spinto da un grande entusiasmo già fantasticando una nuova passione sportiva per mio fratello ma trovo davvero poco o nulla. L'entusiasmo che si era appena acceso finisce in un vago "chissà, vediamo".

Bebe Vio Accademy, Milan e i "Piccoli Amici"

In quel periodo si stavano però accavallando diversi eventi che trasformarono quel “chissà” in una realtà nuova.

Primo: Jonel stava frequentando il corso nato quello stesso anno della Bebe Vio Accademy. Stava scoprendo diversi sport, come praticarli a suo modo e soprattutto questa esperienza ci stava abituando all'idea che lo sport e Jonel non erano per forza pianeti appartenenti a due galassie diverse. Poteva farlo e non solo, era felice di poterlo fare! Il problema è che questa bellissima esperienza dura solo un anno per permettere a più bambini possibile di frequentare il corso della Accademy. Quindi era cosa buona e giusta trovare una nuova realtà.

Secondo: in quei giorni il Milan si stava lanciando in una lotta testa a testa con l'Inter per la vittoria dello scudetto. Nella nostra famiglia, fortemente milanista, questo evento influenzò il nostro umore e le scelte prese in quei giorni. In particolare i rossoneri erano spinti da un infermabile Rafael Leao, esterno sinistro che ci incantava tutte le domeniche con le sue corse e giocate, di quelle che non ti fanno solo pensare che vincerai la partita ma che la vincerai in un modo bello. Io e Jonel ripetevamo le sue esultanze e iniziammo a giocare in casa a calcio nello stesso modo dei nostri idoli solo che lo facevamo da seduti e con un pallone di spugna per non far disperare troppo la mamma preoccupata (giustamente) dai nostri lanci ad altezza fornelli, pentole, vasi, nonni con equilibrio altamente instabile, regali di nozze fragilissimi e qualsiasi oggetto che in una colluttazione col nostro pallone avrebbe fatto certamente una brutta fine. Scopriamo una cosa, è bellissimo giocare da seduti, ad esempio puoi fare un sacco di rovesciate. Jonel è un fuori classe in questa giocata.

Terzo: per vie totalmente inaspettate quell'anno mi ritrovo ad allenare la squadra di calcio del quartiere. Accetto questa proposta con grande entusiasmo immaginando già gli schemi da provare con i miei futuri calciatori provetti. Che succede? La squadra che mi viene affidata gioca nella categoria "Piccoli Amici", già il nome non mi fa pensare a dei 18enni palestrati. Al primo allenamento devo mettere da parte il fascicolo con gli schemi, allacciare piu volte i lacci delle scarpe dei miei bambini, insegnargli come indossare una pettorina e rassicurarli sul fatto che i genitori sarebbero tornati a fine allenamento. I miei bambini avevano 5 anni. Cinque. A gennaio inizia il campionato e mi chiedo come sia possibile partecipare ad un campionato ad un'età in cui la massima preoccupazione è lanciare i sassolini in testa al mio compagno mentre il mister non guarda. In realtà la squadra vola, i bambini giocano e soprattutto a tutte le partite ci segue un gruppo di genitori sempre più festante. Iniziamo a offrire le merende dopo le partite per vivere più intensamente questo clima di festa. Ecco i 3 elementi.

Bebe Vio Accademy Momenti di gioco Piccoli Amici

Nasce il Calcio Seduto

Poco dopo, a fine maggio il Milan è campione d'Italia e i miei "Piccoli Amici" (allenati con altri due ragazzi davvero fantastici, Meo e Sicci) vincono il campionato. Ovviamente non esiste una coppa per questo campionato, forse neanche una classifica ma dal momento che abbiamo vinto tutte le partite ci è facile fare i conti. Attacchiamo una targhetta con scritto "PICCOLI AMICI" ad una coppa vinta in passato dal FatimaTraccia (squadra di cui facciamo parte) e ci diamo appuntamento al “Coccodrillo”, pizzeria del quartiere, gestita da un ragazzo egiziano il cui figlio è uno dei nostri attaccanti di maggior talento. Dopo la cena alziamo la coppa nella piazzetta lì di fronte. Ci sono tutti i bambini, i genitori, il presidente del FatimaTraccia, è un clima di festa bellissimo. Penso subito "anche mio fratello deve poter vivere una bellezza così".

Faccio passare qualche giorno e dopo un po' condivido il mio pensiero con i miei genitori e col presidente del FatimaTraccia. Incredibilmente ci stanno. L'idea è tanto semplice quanto confusa: fondare una squadra dove Jonel e bambini come lui (ma non solo!) possano giocare a calcio. Da seduti. Ci aiutano anche i segretari della Bebe Vio Accademy e un mio amico, Matteo, che accetta di buttarsi in questa iniziativa con me.

Settembre. Sto arrivando a piedi alla scuola “La Zolla” di via Carcano a Milano che ci ha concesso la palestra per i nostri allenamenti. In realtà non so se ci saranno degli allenamenti visto che i bambini iscritti sono solo 3. Entro nel cancello della scuola, vado in palestra e preparo un gioco per i bambini. Mi presento ai genitori e ai bambini che via via arrivano. I saluti iniziano a farsi stranamente numerosi. Realizzo che i bambini presenti sono 7! Uno addirittura si presenta con la merenda. Ottimo inizio. Inizia una annata bellissima, la prima annata del Calcio Seduto che via via diventa una squadra, poi un gruppo che coinvolge anche genitori e amici esterni, e per me una bellezza commovente, inaspettata.

Momenti di gioco Celebrazione dopo una partita

Un anno dopo

A Maggio, un anno dopo la festa con i "Piccoli Amici" invitiamo in palestra proprio loro e una terza squadra per il primo torneino di Calcio Seduto. Per l'occasione un caro amico ha realizzato delle magliette per noi. Ai miei occhi i bambini sono bellissimi. La finale finisce 2 a 1 per noi. Vinciamo! Ma la vera vittoria è la festa di tutti i bambini, genitori, nonni, amici e amici di amici venuti nella nostra palestra attratti da una bellezza strana, inspiegabile, straordinaria.

Il regalo più grande di quell'anno me lo fecero però i genitori che mi costrinsero ad abbandonare il campo all'ultimo allenamento per lasciare spazio ad una partita speciale: bambini vs genitori. È stato un momento di unione genitori-figli fortissima e in quel momento ho realizzato che il centro di tutta questa storia non ero io. Io ero un ambasciatore, la bellezza in campo, gli affetti crescenti erano il vero centro.

Adesso il Calcio Seduto sta piano piano crescendo e coinvolgendo nuovi carissimi amici con cui viviamo nuove storie. Chissà come continuerà questa storia ma mi mette pace pensare che è iniziato tutto proprio con un "chissà".

Alberto.

Il futuro di Calcio Seduto

Il Regolamento Ufficiale

Il Calcio seduto, ancora prima che un gioco, è uno sport. Il nostro obbiettivo è ambizioso: farlo riconoscere ufficialmente come disciplina paralimpica. Pertanto, abbiamo deciso di fare le cose per bene e come ogni sport che si rispetti, abbiamo scritto un regolamento ufficiale con il prezioso supporto del Centro Sportivo Italiano - Comitato di Milano.

Il nome “Calcio Seduto” non rappresenta solo il nostro progetto o la nostra squadra, ma un vero e proprio modo di lavorare e stare insieme. Per questo motivo, mettiamo il nostro Regolamento a disposizione di chiunque voglia avvicinarsi a questo sport, così da poter partire da una base già definita. E una cosa è certa: non ci fermeremo finché il Calcio Seduto non arriverà alle Olimpiadi!

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